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Poco meno di 170 anni di vita per un edificio storico sono davvero poca cosa, eppure la chiesa di S. Bartolo (nome ufficiale della parrocchia dal 1986) ha subìto nella sua “giovane” esistenza rilevanti interventi, che ne hanno cambiato radicalmente la percezione interna e le geometrie.
Recuperare e mettere in risalto la bellezza della nostra chiesa è stato l’obiettivo che ci siamo proposti fin dall’inizio: non solo l’indispensabile sicurezza statica, ma il senso del bello che promana dall’equilibrio delle linee architettoniche neoclassiche disegnate all’inizio dell’800 dall’architetto Giovanni Maria Antolini, (equilibrio messo in risalto dalle nuove cromìe della tinteggiatura, che sono in realtà un ritorno all’antico), come anche dalle decorazioni del pittore Fortunato Teodorani. Abbiamo voluto pure mettere in evidenza, con una pulitura sobria ma efficace, le tre stupende ancone lignee (quella centrale del Crocifisso, quella della statua dell’Immacolata e quella della pala del martirio di S. Bartolomeo), di epoca più antica della nostra chiesa, e i due bei dipinti del martirio di S. Bartolomeo e di S. Lorenzo. La bellezza della chiesa risplende infine nella facciata ripulita, nel restauro del portale in pietra, del portone e della bussola interna. C’è in effetti un legame profondo tra la fede e la bellezza, tra la fede e l’arte in tutte le sue varie forme: architettura, pittura, scultura e musica. Ricordo l’emozione suscitata dal Messaggio agli Artisti, inatteso, che Papa Paolo VI ha voluto rivolgere l’8 dicembre 1965, a conclusione del Concilio Ecumenico Vaticano II: “Questo mondo nel quale noi viviamo ha bisogno di bellezza per non cadere nella disperazione. La bellezza, come la verità, mette la gioia nel cuore degli uomini”. Siamo soliti pensare in termini di verità e di bene come espressione del messaggio cristiano, meno in termini di bellezza. In realtà tra la verità, il bene e la bellezza c’è un rapporto intrinseco, già presente nella Bibbia e in tutta la tradizione cristiana. Già nell’Antico Testamento il libro della Sapienza definisce il Dio Creatore come l’“autore della bellezza” che risplende nelle creature (13,3). Ha scritto S.Tommaso: “La bellezza ha a che fare con ciò che è proprio del Figlio”. La Bellezza cioè non è qualcosa, è Qualcuno, l’Unico che si debba amare al di sopra di tutto, perché è la sorgente e il termine stesso dell’amore. S. Francesco nelle Lodi del Dio Altissimo, per due volte si rivolge a Dio dicendo: “Tu sei bellezza”.
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